<i>"The Name of Our Country is América" - Simon Bolivar</i> The Narco News Bulletin<br><small>Reporting on the War on Drugs and Democracy from Latin America
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Narco News Issue #41

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Un’altra granata lanciata contro il periodico Por Esto! ha spinto la società civile a difendere il giornale

“Taxi sentinelle” pattugliano le strade di Mérida, mentre un altro stato del Messico - Yucatán – si avvia verso il conflitto sociale


di Al Giordano
Speciale per The Narco News Bulletin

4 settembre 2006

Uno stato messicano povero e molto indigeno conosciuto a livello internazionale per le sue antiche rovine, la gastronomia tradizionale ed altre attrazioni turistiche; un governatore repressivo che protegge il crimine organizzato ed i narcotrafficanti; un giornale combattivo di una città capitolina storica che rende noto al pubblico tutto questo.… Nel frattempo, attacchi violenti ripetuti contro questo giornale ed i suoi giornalisti spingono i cittadini a difenderlo, ad addossarsi il lavoro che non fa il governo. La storia sembra già vista. Ma questa volta lo stato è lo Yucatan. La sua capitale è Mérida. Il giornale è Por Esto! Ed il governatore che gioca col fuoco è Patricio Patrón Laviada.


Granata a frammentazione inesplosa negli uffici di Por Esto!
Foto: D.R. 2006 Por Esto!
La mattina di venerdì 1 settembre, gli aggressori hanno lanciato due granate a frammentazione nell’ingresso del quotidiano Por Esto!, un giornale noto ai lettori di Narco News il cui editore, Mario Menéndez Rodríguez, nel 2001 a New York era uscito vittorioso da una querela, insieme a Narco News. È un ingresso dove c’è molto movimento di giornalisti, tecnici, receptionists, segretarie, fattorini, pubblicisti, agenzie stampa e rappresentanti di ogni strato sociale (anche io sono stato lì centinaia di volte). Una delle granate è esplosa mandando in frantumi il bancone della reception, le porte di vetro e l’orologio delle timbrature che adesso immortala l’ora dell’attacco: le 7:25 a.m. Guardie di sicurezza e personale nella stanza accanto sono state ferite dai vetri rotti e temporaneamente assordati dal rumore dell’esplosione. Fortunatamente, nessuno si trovava all’entrata, perché questo tipo di granata è studiato per uccidere. La seconda granata non è esplosa. Soldati dell’Esercito Messicano, esperti in esplosivi, sono riusciti a prelevarla e farla esplodere in un campo isolato.


Ricardo Delfín Quezada Domínguez
Foto: D.R. 2006 Por Esto!
E’ stato il terzo attacco violento contro i giornalisti di Por Esto! in una settimana, il secondo nella città di Mérida, ed il più recente di una lunga serie di tentativi per mettere a tacere la stampa nella penisola dello Yucatán. Ma questa volta gli attentatori hanno esagerato. Invece di perseguire gli attentatori che sono fuggiti su un camioncino Explorer azzurro, il procuratore statale (nominato dal governatore) ha fermato il professore di antropologia e collaboratore del giornale Ricardo Delfín Quezada Domínguez, dell’Università Autonoma di Yucatán, ed in una parodia della giustizia, l’ha accusato del crimine. “È mio fratello!” ha detto don Mario a Narco News, mentre interrogavano il professore nella prigione. “Questo è l’uomo che ha denunciato tutti i crimini ambientali del governo e della sua industria petrolifera!”


Foto: D.R. 2006 Por Esto!
La reazione della società civile è stata veloce e di un livello che non si era visto dagli anni ‘90, quando il direttore di Banamex-Citibank, Roberto Hernández Ramírez – scoperto da Por Esto! a trafficare cocaina nella sua proprietà – querelò il giornale senza successo 17 volte in Messico ed una volta alla Corte Suprema dello stato di New York. La risposta è stata anche più grande, soprattutto sui mezzi di comunicazione, dove grandi giornali, da Città del Messico fino a New York, così come organizzazioni internazionali per la libertà di stampa (che se ne stavano in silenzio davanti alle pesanti aggressioni dei narcobanchieri contro il giornale), questa volta si sono affrettati ad informare sull’accaduto. Chissà che non sia il segnale di una nuova tappa della solidarietà giornalistica in Messico ed in America in un momento di crisi morale. Ma è stato per le strade dove è esplosa l’indignazione pubblica per l’aggressione che è arrivata fino all’azione diretta.


Foto: D.R. 2006 Por Esto!
Più di 200 tassisti sono accorsi sul luogo dell’attentato all’angolo delle strade 60 e 73, nel centro di Mérida, di fronte della scuola Libertad Menéndez. Il combattivo presidente del sindacato Fronte Unico dei Lavoratori del Volante, Nerio Torres Ortiz, ha detto all’editore, Menéndez Rodríguez, che i suoi membri pattuglieranno le strade, uffici e case dei giornalisti di Por Esto!, trasformandosi in “tassisti sentinelle”assumendosi il compito che il governo di Patricio Patrón Laviada ed i suoi pubblici ministeri non farebbero.

“Oggi siamo qui pieni da rabbia, di costernazione, perché non è possibile che in una terra come la nostra, abituati a vivere in pace e tranquillità, si voglia mettere a tacere con la violenza o il terrorismo, l’unico organo informativo che parla con la verità e a beneficio del popolo dello Yucatán”, ha dichiarato don Nerio a don Mario ed alla folla che si era radunata davanti alla sede del quotidiano.


Gli aggressori sono fuggiti su questa auto ritrovata poi abbandonata alla stazione dei bus di Mérida.
Foto: D.R. 2006 Por Esto!
“Siamo qui a dire oggi al nostro amico, ai suoi famigliari, ai suoi giornalisti, che saremo attenti nei prossimi giorni che le indagini arrivino ad una conclusione soddisfacente”, ha dichiarato Torres Ortiz. “Non vogliamo che succeda quello che è successo, che si commettano atti criminali e tutto finisca lì. Oggi vogliamo che questo si chiarisca perché non è solamente per la vostra sicurezza, ma è per la sicurezza di tutti noi che viviamo a Mérida”.

Secondo Por Esto!:

Ha annunciato che per accordo unanime dei soci del Volante, ognuno di loro, che vanno per strada a cercare il sostentamento delle loro famiglie, baderanno alla sicurezza del nostro Direttore Generale e della sua famiglia, per cui ha chiesto di non stupirsi di vedere taxi all’angolo di sua casa perché lì ci sono le “sentinelle del Volante”.

… “e se necessario, Mario, non devi che alzare il telefono e tutta l’organizzazione sarà con te”, ha concluso.


Foto: D.R. 2006 Por Esto!
Rappresentanti di dozzine di organizzazioni – contadini, maestri, sindacati, chiese evangeliche, il Fronte Democratico dello Yucatán, e tanti uomini e donne indignati – sono arrivati agli uffici del giornale ed hanno formato una catena umana per tutta la strada 60, tra i viali 71 e 73, per proteggere gli uffici. Molti degli striscioni si rivolgevano al governatore Patricio Patrón Laviada: “Governatore! La polizia deve proteggere i cittadini, non reprimere, ferire, minacciare o picchiare quelli che con le loro tasse pagano i loro salari!”

Il ripudio popolare di queste aggressioni violente contro un giornale impegnato (al terzo posto per diffusione in tutto il Messico) è sempre di più focalizzato sull’impopolare e repressivo governatore.

Sabato, un delegato speciale esperto di attacchi contro la stampa, inviato dalla Procura Generale della Repubblica, ha rilevato le indagini che erano nelle mani dei procuratori statali di Patrón Laviada. Dopo aver avuto un colloquio con i feriti ed altri testimoni, il professore Ricardo Delfín Quezada Domínguez è stato rilasciato domenica pomeriggio per totale mancanza di prove contro di lui. Ma i veri bombaroli sono ancora liberi, con la presunta protezione di Patrón Laviada. L’esplosione di venerdì mattina alle 7:25 a.m. nel centro di Mérida è stato il detonatore della situazione provocata dal repressivo e corrotto governatore in questo settembre di crescente ribellione nazionale. Yucatán, e soprattutto Mérida, entrano a far parte di una lista di stati e città messicani sull’orlo di una drammatica ondata storica.

La storia continua…

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