<i>"The Name of Our Country is América" - Simon Bolivar</i> The Narco News Bulletin<br><small>Reporting on the War on Drugs and Democracy from Latin America
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Narco News Issue #43

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Il giro dell'Altra Campagna Zapatista ritorna a Città del Messico


Comandante Grabiela: “Siamo qui perché abbiamo finito il nostro lavoro. Ora dobbiamo ritornare, ma tutti voi non rimarrete soli”


di Amber Howard
L'Altro Giornalismo con l'Altra Campagna a Città del Messico

3 dicembre 2006

3 dicembre: Oggi, dopo un lungo viaggio negli angoli dimenticati del Messico, il giro dell’Altra Campagna Zapatista che era incominciato il primo di gennaio è finalmente giunto alla fine… ed ad un nuovo inizio.


foto: DR 2006, Enlace Zapatista
Per festeggiare, gli aderenti dell’Altra Campagna si sono riuniti a Città del Messico per raccogliere appunti e commentare alcuni dei risultati del giro. Il tema, l’Altra Campagna e la Lotta Anti-Capitalista, ha riunito otto oratori, che hanno parlato di questi temi in un salone stracolmo, dove nessuna sedia è rimasta vuota. Quattro degli oratori erano i primi quattro delegati della Sesta Commissione dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale: il Delegato Zero, Subcomantante Insurgente Marcos; la Delegata Uno, Comandante Grabiela; il Delegato Due, Comandante Zebedeo, e la Delegata Tre, Comandante Miriam. Gli altri erano: Rosario Hernández, del Fronte Francisco Villa Indipendente, Luis Alfonso Vargas del Partito dei Comunisti Messicani, Sergio Rodríguez della rivista Rebeldía e Lucas Álvarez dell’Unità Operaia e Socialista.

Tutti hanno identificato nel capitalismo la causa principale dei problemi che oggi affliggono il popolo messicano e l’ambiente; i reclami e le proteste ascoltate dal delegato Zero durante questo anno nel suo giro per tutto il paese. Vargas ha ricordato come, dalla fine della Guerra Fredda, il capitalismo sia stato presentato al mondo come l’unica opzione naturale ed inevitabile. Secondo Vargas, visto che questo sistema è basato sullo sfruttamento e sulla vendita di merci, causando la distruzione delle risorse naturali ed un aumento della lotta di classe. Ha detto che l’unico modo per uscire da questa situazione, è la distruzione del sistema capitalista ed ha descritto il modo in cui le proteste stanno crescendo in tutto il mondo. “ Ora non solo la gente povera si sta sollevando contro il capitalismo, ma anche la gente di tutte le classi e soprattutto la gente indigena, gli emigranti, le organizzazioni dei diritti umani ecc.”. Il movimento contro il capitalismo – ha detto Vargas – sta incominciando a passare all’offensiva.

In seguito, Rosario Hernández ha ricordato che nell’anno 1810, il Messico lottò per la sua indipendenza dalla Spagna e, cento anni dopo nel 1910, c’è stata la Rivoluzione Messicana contro un’altra dittatura. Ora, mentre si avvicina il 2010, l’Altra Campagna sta ponendo le basi per rivendicare queste vittorie. “ Abbiamo raggiunto il limite della scomparsa delle persone, della terra e della cultura… ed ogni giorno le ricchezze del paese si concentrano in meno mani”.

Ha dichiarato inoltre che il capitalismo è come il cancro che distrugge tutta la ricchezza naturale che c’è in Messico. “Il capitalismo ha trasformato tutto in merce: l’educazione, la politica, perfino l’uomo stesso. Un elemento cruciale di questo sistema è distruggere in special modo tutto ciò che è diverso, tutto quello che c’è di ribelle ed oltretutto cancellando il passato. L’ignoranza, attraverso l’amnesia storica, è una delle principali armi che permette la continuità di questo sistema ”.

Cancellare la storia di secoli di umiliazione, di persone obbligate a vendere la loro terra e della gente assassinata nella lotta, fa sì che la distruzione attuale sembri isolata e unica. Un’altra arma è la violenza istituzionale che fa sì che chiunque agisca fuori dal sistema sia perseguito, imprigionato, fatto sparire o assassinato ”. Ma, nonostante tutta questa oppressione sistematica, Hernández indica la ricerca del reale passato che ancora esiste, anche se in modo sotterraneo. “Oggi stiamo imparando dall’Altra Campagna quante lotte silenziose sono in corso in tutto il paese, lotte che non appaiono nei dati ufficiali. Stiamo conoscendo lotte oneste, e quelle persone non sono sole… Oggi stiamo costruendo un nuovo modo di fare politica, di unire le nostre forze, insieme ”.

Álvarez ha proseguito questo concetto sulla maturazione di una nuova politica, dall’insurrezione Zapatista del 1994 e nelle lotte successive contro le politiche di commercio internazionale. “Il libero commercio è servito ad approfondire la lotta politica contro il capitalismo ”. Ha ricordato che gli studenti che stanno per laurearsi, non hanno un posto dove andare per trovare un lavoro, nessun posto dove poter creare migliori condizioni di vita per il loro paese, e per la difesa della madre terra. “ Ora quello che dobbiamo fare è trovare le relazioni, le connessioni tra tutte queste diverse lotte che abbiamo visto in questo giro per il Messico. La sinistra deve unirsi contro il capitalismo, unire tutte le diverse posizioni dentro il movimento di sinistra ”.

Rodríguez di Rebeldía ha parlato dell’importanza di definire che cosa significa essere anti-capitalista, e quindi della necessità di definire esattamente che cos’è il capitalismo ed il neoliberismo. “ Oggi noi stiamo subendo un’offesa globale derivante da sfruttamento, dall’essere cacciati via dalle nostre terre e da uno sviluppo della politica che ci distruggerà”. I politici, ha continuato, che siano “il peggio”, o “il meno peggio”, ad ogni modo continuano a toglierci a poco a poco tutto quello che abbiamo. “ L’unico modo per affrontare tutto questo è lottare per l’impossibile o, in altre parole, per il necessario”. Rodríguez ha anche parlato di come l’unica politica che esiste in Messico sia la politica che consegna tutto al grande capitale, subordinando questo paese agli Stati Uniti. Le rivendicazioni diventano sempre più intense generando così una crisi culturale. Le proposte dell’Altra Campagna, unire quelli in basso ed a sinistra, sono il destino di tutti quelli che cercano un’alternativa. “ La possibilità esiste quando possiamo unire tutti i nostri sforzi”.

La Delegata Tre, la Comandante Miriam, ha parlato a nome della Sesta Commissione Zapatista. Ha detto che l’EZLN è in allerta per tutti i prigionieri politici di Atenco, per tutte le donne che sono state violate. “ Il governo non ha saputo dare soluzione alle richieste. Non li lasceremo soli. Dobbiamo continuare ad organizzarci. Ci stiamo organizzando anche contro il sistema capitalista, che significa dolore, fame, oblio e disuguaglianza per noi ”. La Comandante Miriam ha messo a fuoco quanto sia importante lottare per la terra, per salari giusti, anche se questo provoca la repressione. “Stanno tentando di distruggere la nostra cultura e il nostro modo collettivo di lavoro attraverso la privatizzazione delle nostre risorse naturali, grazie ai semi transgenici, queste sono tutte cose che arrivano dai paesi ricchi, dai capitalisti. I prezzi delle cose di cui abbiamo bisogno continuano a salire ed i nostri salari sono sempre più bassi. Stanno facendo in modo che i nostri giovani imparino l’inglese e l’individualismo, questo è quanto mettono loro in testa attraverso il sistema educativo ”. Ha parlato della necessità di comprendere il modo collettivo di pensare, come un metodo dentro la lotta. “I politici parlano della democrazia, della libertà e della verità, ma sappiamo che non sono altro che chiacchiere e manipolazioni dell’informazione. Vogliono ingannarci di nuovo. Dobbiamo insegnare loro i nostri modi che non dipendono né da istituzioni né da individui. Il nostro futuro dipende da noi, dipende da come noi vogliamo che sia ”. Miriam ha terminato il suo discorso dicendo: “Coraggio! non smettete mai di lottare. Questo sistema capitalista cadrà presto”.

Il Subcomandante Marcos ha parlato subito dopo, presentato da Miriam come “la persona alla quale abbiamo affidato il lavoro dell’Altra Campagna”. E Marcos ha incominciato a parlare della situazione a Oaxaca, delle centinaia di persone che sono state torturate illegalmente, picchiate ed imprigionate, giovani, vecchi, bambini e nonni. “ Fratelli e Sorelle” – ha detto rivolgendosi alla folla – “questo attacco contro Oaxaca non può essere dimenticato. L’EZLN invita tutta la gente a presentare le seguenti richieste: Uno, la presentazione in vita di tutti i desaparecidos . Due, la libertà di tutti i prigionieri politici. Tre, che se ne vada immediatamente Ulises Ruiz Ortiz. E quattro, il riconoscimento di tutto il male fatto al popolo di Oaxaca. Oaxaca non è sola ”.

Poi, ha fatto riferimento a tutto il viaggio dell’Altra Campagna, più di 45.000 chilometri, in una terra che ora possiamo chiamare “del basso”. Marcos ha detto che questa forza sta crescendo tanto che non può essere trattenuta solo nel territorio del Messico, che a nord del Río Bravo esiste un altro Messico, “ uno che non perderemo”.

Ha proseguito: “Non possiamo continuare a resistere in modo separato, ogni persona nel proprio posto. Dobbiamo unirci”. Ha raccontato di come in ognuno degli otto angoli del Messico loro hanno visto la gente in basso criminalizzata per pescare, per curare la propria terra, per lottare per conservare il territorio. Ha parlato di come la grande macchina del nord sta trasformando tutto in merce, in proprietà, in banche, in centri commerciali – dove tutti i profitti vanno agli stranieri. “ Siamo ritornati a dove eravamo nei primi anni del 1900, con la distruzione della nostra terra, della nostra cultura, del nostro modo collettivo di lavorare, con la distruzione delle nostre donne, la mancanza di considerazione dei nostri anziani e la mercificazione della gioventù. Tutto questo, compresa la mancanza di aggiornamento del nostro sistema educativo e del sistema di previdenza sociale, è solo a beneficio del grande capitale straniero ”.

Il delegato Zero ha terminato il suo discorso dicendo che era usuale nel Nord incontrare dei capi donna, e che questa forte donna indigena del Nord, e le sue lotte per i diritti indigeni, non è stata creata dalla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona che ha dato il via all’Altra Campagna: la Sesta serve semplicemente da invito a conoscerci, per unirci e per rispondere alle seguenti domande. “ Chi siamo? Dove siamo? Com’è la situazione? Che cosa vogliamo? Come lo otterremo?”. Ha invitato tutti a riunirsi questo lunedì 4 dicembre per incominciare a discutere le risposte a queste domande. Ha inoltre ribadito l’importanza di creare un movimento dentro l’Altra Campagna focalizzato sui seguenti temi: 1 – gli alti costi dell’elettricità in tutto il paese 2 – lo stato e l’attenzione per l’ambiente e 3 – l’importanza di appoggiare i piccoli commerci invece delle corporazioni multinazionali. “ L’ora è arrivata” – ha annunciato Marcos. “È ora di svegliarsi. È difficile distinguere tra il giorno e la notte quando tutto sembra essere oscurità, ma ora è tempo di recuperare le nostre ombre. Dobbiamo svegliarci ”.

Il Delegato Due, Zebedeo, si è alzato per invitare tutti alla riunione con le comunità zapatiste e con i popoli di tutto il mondo a Oventic, nel cuore del territorio zapatista, dal 30 dicembre al 2 gennaio. “ Affinché tutti voi possiate conoscerci direttamente, ma non sarà solo per conoscere gente, ma anche per vedere come lavoriamo: la nostra sanità, la nostra educazione autonoma, la nostra alimentazione di base, la nostra giustizia. Questa è una nuova pratica di governo, di un governo sano. È la nostra nuova pratica di politica, il nostro nuovo modo. Non sarà mai attraverso il sistema politico attuale, con i grandi affari. Siamo testimoni delle bugie. Siamo sicuri che ora è il momento di piantare i semi, di creare di nuovo. Faremo sì che la gente ricca tremi. Poi vi incontreremo anche a luglio del 2007 per l’Intergalattico nelle comunità zapatiste. Vi aspettiamo con le braccia aperte ”.

Alla fine, l’ultima Delegata si è alzata per parlare, con un sorriso mal celato dal passamontagna. La Delegata Uno, Grabiela ha detto: “Siamo qui perché abbiamo finito il nostro lavoro. Il Compa, Marcos, ha finito il suo giro. Ora dobbiamo ritornare, ma tutti voi non rimarrete soli. Verranno altri compagni. Non abbiate paura del governo. Continueremo ad avanzare nella nostra lotta. Dobbiamo dare tutto il nostro cuore a questa lotta. Ora possiamo ritornare contenti nelle nostre comunità ”. Ha fatto ridere tutto il pubblico quando ha aggiunto che avrebbe dovuto dire altre cose ancora, ma se le era dimenticate. “Non importa” – ha concluso – “sono tanto contenta di voi che proprio per questo possiamo tornarcene a casa. Raddoppiate i vostri sforzi, amici, e siate ottimisti ”.

(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino e “Maribel” – Bergamo)

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