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Il ritorno dell’altra

Gli zapatisti possiedono oggi una mappa dei conflitti politici e sociali presenti nel paese che non ha nessun’altra forza politica


di Luis Hernández Navarro

La Jornada

27 marzo 2007

Il ritorno dell’altra


Questa domenica è cominciata la seconda fase dell’altra campagna. Sette comandanti uomini, sette comandanti donna ed un subcomandante percorreranno nuovamente il paese. Convocano all’avvio della Campagna mondiale per la difesa delle terre e dei territori indigeni e contadini, autonomi, in Chiapas, Messico e nel Mondo .

La prima tappa dell’altra campagna è stata attraversata da circostanze inaspettate. Prima c’è stata la repressione ad Atenco, che aveva costretto a sospendere temporaneamente il giro nazionale. Poi c’è stata la sollevazione oaxaqueña che ha cambiato la dinamica dello scontro sociale nel paese. Alla fine è arrivata la frode elettorale e la vittoria di Felipe Calderón.

Anche se le forze dell’altra non sono state sufficienti a tirare fuori di prigione i detenuti di Atenco ed ottenere la punizione dei responsabili, sono riuscite invece a convocare una campagna permanente di solidarietà ed impedire che la questione fosse dimenticata .

La comune di Oaxaca ha aperto un polo di attenzione nell’opinione pubblica e nei mezzi di comunicazione, che ha fatto sì che la già di per sé scarsa copertura mediatica d ell’altra fosse ancor più limitata. Inoltre, a Oaxaca gli zapatisti si sono imbattuti nella decisione del movimento di seguire un’ampia politica di alleanze, che includeva Andrés Manuel López Obrador ed il PRD, mentre uno degli obiettivi centrali dell’altra era differenziarsi chiaramente da questi.

Alla fine, la frode elettorale e la vittoria di Felipe Calderón hanno modificato lo schema in cui l’altra era stata concepita. Gli zapatisti supponevano che il vincitore sarebbe stato López Obrador, e si erano preparati a questo. La frode ha cambiato quel risultato. Il subcomandante Marcos denunciò la truffa poche ore dopo che era stata perpetrata. Tuttavia, l’EZLN non ha partecipato alle azioni di resistenza civile per tentare di invertire il risultato. Questa posizione l’ha allontanato da una parte dei membri dell’altra e da un settore dell’intellighenzia, solitamente solidale con le sue posizioni.

La nuova fase dell’altra comincia in un complesso panorama politico. In Chiapas, il nuovo governatore, Juan Sabines, che formalmente ha vinto le elezioni con il simbolo del PRD, ha permesso la ricomposizione del PRI. L’ex dirigente di questo partito Sami David è alla testa di Corporación de Proyectos Estratégicos del governo dello stato. Il figlio del tristemente famoso Roberto Albores Guillén è stato nominato segretario di Fomento Económico. Il leader degli allevatori e consigliere comunale di Comitán, Jorge Constantino Kanter, ha un magnifico rapporto col mandatario statale.

Simultaneamente a questa sistemazione nel governo statale, si sono rianimati e articolati i gruppi paramilitari e la disputa per le terre recuperate nelle mani delle basi di appoggio zapatiste. Organizzazioni armate del PRI, come URCI ed Opddic, vogliono prendersi i poderi coltivati dai ribelli e da organizzazioni contadine democratiche, e perseguitano regolarmente i loro membri. Iniziative “ambientaliste” tentano di sottrarre ad altri gruppi contadini delle terre che possiedono da anni, col pretesto della difesa dell’ambiente.

Sul terreno nazionale, il governo di Felipe Calderón si è consolidato nonostante tutto. Ha fatto approvare la nuova Legge dell’ISSSTE, senza dover pagare un costo politico troppo elevato a breve termine, e la sua lotta contro il narcotraffico, anche se ha ottenuto pochi successi reali, è stata approvata dall’opinione pubblica. Solo il rialzo del prezzo della tortilla ha eroso l’immagine presidenziale. Resta ancora da vedere il prezzo che pagherà per il suo atteggiamento nel dibattito sulla depenalizzazione dell’aborto a Città del Messico.

Formalmente, il Frente Amplio Progresista (FAP) non si è dissolto. Nelle camere i suoi membri continuano a votare insieme nelle questioni essenziali. Tuttavia, nei comizi statali in corso, come in Yucatan e Durango, procedono divisi. La sua partecipazione nella Convenzione Nazionale Democratica (CND) è più formale che reale.

La seconda assemblea della CND mostra l’esistenza di una non trascurabile quantità di cittadini tra i quali l’indignazione per la frode elettorale è ancora viva, e che riconosce Andrés Manuel López Obrador come suo presidente legittimo. Questa forza, però, sembra avere molto poco a che vedere con il giro nazionale di El Peje, volta a costruire una forza elettorale lontana dai problemi immediati della gente.

Nonostante la repressione a Oaxaca, la APPO mantiene un’indubbia capacità di resistenza e mobilitazione, insufficiente per forzare le dimissioni di Ulises Ruiz, ma abbastanza da dimostrare l’illegittimità del governatore. Tuttavia, la realizzazione di comizi per rinnovare i municipi ed il Congresso locale ha posto molti dei suoi membri in una dinamica marcatamente elettorale, ed in complesse e difficili negoziazioni col FAP.

Tutti questi elementi segneranno il ritorno dell’altra. Gli zapatisti, come si è visto questa domenica, possiedono una forza indiscutibile dentro il Chiapas e grandi simpatie fuori del dal Messico. È notevole in questo avvio la partecipazione di Vía Campesina, con messaggi inviati da Joao Pedro Stedilé e Rafael Alegría. Oggi possiedono una diagnosi ed una mappa dei conflitti politici e sociali presenti nel paese che non ha nessuna altra forza politica. Contano, inoltre, su una raccolta ed una rete di relazioni con movimenti di base in tutto il paese, solitamente ignorati dai partiti politici.

Se riusciranno a dare una struttura ed un coordinamento nazionale stabile a quei nuclei di resistenza che oggi operano isolatamente – in politica, niente è sicuro -, la viabilità del progetto della destra cozzerà contro un grosso scoglio. Ma la scommessa dovrà affrontare la pretesa governativa di destabilizzare i loro territori, (...) la scelta di diverse forze sociali a favore della costruzione di rappresentanze politiche per via elettorale, e lo stesso isolamento dei settori medi della società. I prossimi mesi saranno decisivi.

(Traduzione Comitato Chiapas “Maribel” – Bergamo)

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