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Narco News Issue #42

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Marcos illustra le tappe successive dell'Altra Campagna

Due comandanti indigeni viaggeranno per vivere in ogni stato; poi, “viaggeremo per tutti gli Stati Uniti e Canada”


di Simon Fitzgerald
L'Otro Periodismo con L'Altra Campagna in Bassa California

26 ottobre 2006

La notte di giovedì, 19 ottobre, alla fine di due giorni di riunioni, giunte ed una serie di eventi con L’Altra Tijuana e L’Altra Campagna dall’Altra Parte, il Subcomandante Insurgente Marcos ha spiegato in dettaglio come funzionerà l’Altra Campagna dopo l’attuale giro ai confini del paese, il 30 novembre, a Città del Messico.


Marcos traccia con un aerografo la scritta “il Kapitale nuoce alla tua salute”, fuori dal Teatro MultiKulti
Foto: D.R. 2006 Simon Fitzgerald
Nel Teatro MultiKulti del centro di Tijuana, Marcos ha spiegato che il suo viaggio per il paese è servito per un primo contatto con gli aderenti dell’Altra Campagna, “per vedere chi si avvicina noi solo per apparire nelle fotografie e chi sta realmente lavorando nelle sue comunità”. Dopo di ciò, delegazioni più numerose di comandanti indigeni – con almeno un uomo ed una donna del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno – si distribuiranno in lungo e largo del paese. Ognuna di queste delegazioni si muoverà entro una sola regione del Messico, incontrando gli aderenti per riunioni private “con più tempo e senza le pressioni” dell’attuale giro che ha attraversato quattro stati in meno di due settimane dalla sua partenza l’8 ottobre scorso.

La prima parte del lavoro che Marcos ha chiesto di svolgere ai singoli individui ed organizzazioni aderenti, è definire quali aspetti della lotta pensano che siano essenziali per L’Altra Campagna. Marcos ha fatto un esempio: “Se si tollera la violenza o l’emarginazione delle donne, o se non si rispettano le differenze sessuali, come l’omosessualità, allora si sta fuori dall’Altra Campagna”.

Anche i e le comandanti si assicurerebbe che i singoli individui e le organizzazioni aderenti in ogni parte dal paese uscissero visitino i settori più emarginati della popolazione, per parlare con le persone che possono essere interessate ad un movimento non-elettorale anti-apitalista, ma che non hanno le risorse per assistere alle assemblee, o per usare una pagina web. I comandanti e gli aderenti lavoreranno in queste comunità per creare un piano nazionale di lotta dalla prospettiva di ogni comunità. Per esempio: “Il piano nazionale di lotta dei lavoratori contadini indigeni della Valle di San Quintín sarà diverso dal piano nazionale di lotta delle lavoratrici nelle maquiladoras di Tijuana”, anche se si trovano nello stesso stato della Bassa California.

Esponendo i compiti dei comandanti come delegati dell’Altra Campagna e quelli degli aderenti, Marcos ha specificato che L’Altra Campagna vuole portare avanti “un nuovo modo di fare politica”. Inoltre, utilizzando la struttura militare dell’EZLN per raggiungere l’organizzazione delle comunità in tutto il territorio nazionale, gli zapatisti mettono in discussione la definizione di “Esercito di Liberazione Nazionale”.

Anche questo sarà un processo di lungo termine che potrà vedere passare molte diverse campagne elettorali. Illustrando questo punto, Marcos ha dato alcune chiavi per capire come si internazionalizzerebbe L’Altra Campagna. “Se noi avessimo detto dieci anni fa che avremmo viaggiato dappertutto, fino al più piccolo angolo del Messico, la gente avrebbe detto: ’sono dei pazzi!’ Forse adesso io sembro pazzo, ma qui vi dico che viaggeremo in tutti gli Stati Uniti e Canada per parlare con i compagni messicani di là”.

Resta da vedere se un movimento, in Nord America, sarà pronto tra un anno da oggi o tra dieci anni da ora, a ricevere gli zaptisti o cambiare il continente, dal basso e a sinistra.

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