<i>"The Name of Our Country is América" - Simon Bolivar</i> The Narco News Bulletin<br><small>Reporting on the War on Drugs and Democracy from Latin America
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Narco News Issue #42

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Le/Gli zapatisti e L’Altra: i pedoni della storia V

Quinta Parte: l’ora delle definizioni?


di Sesta Commissione dell’EZLN
L’Altro Messico

29 settembre 2006

Nel cuore collettivo che siamo, noi zapatisti/e non sappiamo esattamente come sia arrivata a voi la nostra parola della Sesta. Quello che sappiamo è che è stato da lì, dal vostro posto, con la vostra storia e dalla vostra lotta che voi avete risposto “sì” all’invito alla Sesta ed a ciò che poi avremo conosciuto tra di noi come L’Altra Campagna. È nel cuore di ognuno, a volte individualmente, a volte collettivamente, come popolo indio, come organizzazione politica o sociale, come ong, come collettivo, come gruppo, come individui, dove si è deciso di intraprendere questo passo che ormai non è solo più zapatista ma è invece il destino di molti/e, di tutti/e quelli che siamo.

In quest’anno, che è quello trascorso da quella plenaria nel Caracol de La Garrucha (del 16 settembre 2005) fino a questi giorni convulsi, abbiamo visto che alcuni/e se ne vanno, che altri/e rimangono, che alcuni/e si avvicinano di più, che alcuni/e lavorano, che alcuni/e stanno solamente “scoppiando” ed ostacolando il passo, che alcuni/e – i/le più – hanno fatto loro questo progetto. Questi viavai non hanno provocato solo “voci” dentro L’Altra, ma hanno pure diffuso di più il suo viso, la sua parola, la sua strada.

Come zapatisti/e, pensiamo che quest’anno che è trascorso sia servito molto a conoscerci. Ed anche a sapere coloro che si sono avvicinati/e solo per trarre vantaggi politici. A volte per tentare di capitalizzare un presunto impatto “mediatico” dell’EZLN, a volte per cercare di egemonizzare L’Altra, a volte per condurla ad una politica di alleanze che sarebbe servita loro, a volte per vedere di che si trattava e poi andare da un’altra parte a continuare a guardare, a volte per tentare di omogeneizzare secondo le proprie idee.

Noi crediamo che tutto questo sia stato propiziato, oltre che dai nostri errori (abbiamo già segnalato e riconosciuto alcuni di questi, più quelli che potete aggiungere voi) anche dal fatto che L’Altra carica una buona dose di indeterminazione.

Ciò che all’inizio era una virtù, perché era riuscito a convocare un’ampia gamma del meglio del movimento anticapitalista nazionale, ora inizia a diventare una zavorra.

Anche se fondamentali, le definizioni di base dell’Altra sono troppo generali, soprattutto per quanto riguarda la struttura organizzativa, la politica di alleanze, il posto per le diversità e di coloro che sono invitati o no.

Inoltre, come abbiamo visto ed ascoltato nel nostro percorso e nelle differenti riunioni ed assemblee, è necessario pronunciarsi sul fatto se le caratteristiche attuali sono complete o no. Per segnalare solo un esempio, da non poche parti è stato segnalato che è necessario che L’Altra includa l’aspetto anti-patriarcale come una caratteristica di base.

Un altro problema grave ed urgente è che non abbiamo definito il come si prendono le decisioni dell’Altra come movimento. Così a volte si presenta una posizione personale o di gruppo o di organizzazione (compreso l’EZLN), come se fosse la posizione di tutta L’Altra.

Nelle riflessioni che qui vi abbiamo presentato, abbiamo già spiegato perché concepivamo L’Altra come necessaria per un lasso di tempo e che, pertanto, avevamo un po’ di tempo per andare avanti conoscendo, sistemando e definendo.

Come abbiamo pure già esposto, noi pensiamo che questo tempo di crisi politica in alto, dove è necessaria un’alternativa di sinistra anticapitalista, è già arrivato. Anche se è palpabile quanto profonda sia la crisi della politica in alto, noi zapatisti/e sappiamo bene che, se non c’è alternativa in basso, quelli in alto finiscono per aggiustarsi e darsi un nuovo respiro.

Noi crediamo che l’ora dell’Altra, l’ora dei/lle Nessuno che siamo, sia arrivata.

Che dobbiamo già iniziare il nostro contatto diretto con tutti/e i/le in basso, col nostro popolo, ed incominciare già a costruire con loro il programma nazionale di lotta.

Oramai non solo più per conoscere, diffondere ed unire tra di loro le resistenze che ci sono nel nostro paese contro il sistema capitalista, ma per cominciare già ad organizzarci attorno a questo piano, ai suoi contenuti, ai suoi obiettivi ed ai passi e alle modalità per portarlo avanti.

Ma non abbiamo ancora un nostro volto come L’Altra. Pensiamo che sia già il tempo di crearcelo tra tutti/e. E già è tempo che se vadano coloro che non si identificano con quello che è il pensiero maggioritario dell’Altra, e che rimangano ed arrivino coloro che davvero si riconoscono in quel volto collettivo che costruiremo.

Crediamo, quindi, che sia arrivata l’ora delle definizioni che sono rimaste pendenti.

Quelle che noi consideriamo principali, sono raggruppate in quei 6 punti: le caratteristiche dell’Altra. coloro che sono convocati e chi no, la struttura organizzativa (includendo qui pure il meccanismo o modo per prendere le decisioni), il posto delle diversità, la politica di alleanze ed i compiti immediati.

Queste questioni erano state individuate nelle riunioni preparatorie e nella prima plenaria abbiamo proposto che fossero sottoposte alla discussione ed alla decisione di tutti/e gli/le aderenti. Ma non è stata fissata la data, né si è stabilito come si sarebbe tenuto conto della voce di ognuno su queste tematiche.

E tener conto di tutti e di tutte è qualcosa che ci distingue da altre proposte, progetti o movimenti politici.

Per più di un anno abbiamo avanzato molto o poco nella discussione di questi 6 punti. Pensiamo che ora si debba concludere questa tappa e prendere una posizione ed assumere una definizione come L’Altra.

Cioè, rispondere, ora come L’Altra, alle domande: chi siamo? dove stiamo? come vediamo il mondo? come vediamo il nostro paese? che vogliamo fare? e come lo faremo?

Per tutto ciò che diciamo ora, ed in base a ciò che abbiamo visto, ascoltato e detto in quest’anno, vi proponiamo:

  1. Che tutti/e gli/le aderenti concludiamo le nostre analisi, discussioni e definizioni, e che prendiamo una posizione rispetto a:
    1. Le caratteristiche fondamentali dell’Altra (cioè la sua identità collettiva)
    2. 2. La sua struttura (come ci rapportiamo tra di noi)
    3. La sua politica di alleanze (chi appoggiamo, con chi ci uniamo)
    4. Il posto delle diversità (dove stiamo)
    5. Coloro che sono convocati o no (chi è un/una compagn@ e chi no)
    6. I compiti comuni a tutti/e gli/le aderenti (oltre a quelli che ognuno ha nella sua lotta)
  2. Che la conclusione di queste analisi, discussioni e definizioni si realizzi nel posto dove si è deciso l’adesione: nel popolo indio, nell’organizzazione politica o sociale, nella ong, nel gruppo, nel collettivo, nella famiglia, a livello individuale. È lì dove ognuno resiste e lotta. Ed è lì dove ognun@ può discutere e decidere che tipo dell’Altra sia meglio per quanto ci proponiamo.
  3. Che per queste analisi e discussioni, tutti/e coloro che vogliano farlo, possano rendere note agli/lle altri/e le loro posizioni e ragioni. Per adesso non abbiamo altro spazio comune che le pagine internet della Commissione Sesta e quelle delle organizzazioni, dei gruppi e dei collettivi che ce l’hanno. Pensiamo che, anche se è poco e limitato, tutti/e dobbiamo mettere al servizio di queste analisi e discussioni i mezzi che abbiamo. Atraverso articoli, programmi radio o tv alternative, “blog”, e-mail, tavole rotonde, riunioni, conferenze, volantini, giornali, assemblee o come sia possibile, si potrebbe render note agli/lle altri/e aderenti le posizioni a livello individuale, delle famiglie, dei gruppi, dei collettivi e delle organizzazioni su ognuno dei punti: per esempio, su quello anti-patriarcale (che cosa significa e perché L’Altra deve esserlo e come). Infine, generare un dibattito intenso, ma sempre rispettoso, sulle idee e proposte di ognuno.
  4. Che queste analisi, discussioni e dibattiti interni all’Altra, si concluda entro i mesi di ottobre e novembre di quest’anno, il 2006.
  5. Che la decisione di ognun@ si manifesti in una consultazione di tutti/e gli/le aderenti Una consultazione universale interna all’Altra, dove sia ascoltata e si tenga conto dell’opinione di tutti/e e di ognun@ degli/lle aderenti, senza che sia importante il luogo dov’è, la lingua che parla, la sua età, la sua razza, le sue preferenze sessuali, il suo livello scolare, né se sa parlare in pubblico o no, né eccetera, ma solo se ha aderito alla Sesta Dichiarazione. Una votazione, quindi, di tutti/e gli/le aderenti.
  6. Che questa consultazione si realizzi nella settimana fra il 4 ed il 10 dicembre di quest’anno.
  7. Che la realizzazione di questa consultazione sia assunta dalle varie unità organizzative di lavoro che esistono o si creino per questo. Che anche se qualcuno non può assistere ad un’assemblea o ad una riunione per qualsiasi motivo, qualcun@ dell’Altra vada nel posto dove lavora, studia, vive e gli/le domandi e prenda nota della sua opinione su ognuno dei punti, non importa se è un@ sol@ o molte persone.
  8. Che si rispettino i “modi” di ognun@ di manifestarsi e di far conoscere la propria opinione: sia per pronunciamento individuale, che familiare, di gruppo, di collettivo, di organizzazione o di popolo indio.
  9. Che ogni unità organizzativa di lavoro decida la modalità ed il contenuto della realizzazione della consultazione nell’ambito di dove la terrà.
  10. Per coloro che lo decidano, la Commissione Sesta dell’EZLN si offre di ricevere la loro opinionbe e di far sì che se ne tenga conto (anche se non coincide con la nostra, cioè è contraria a quella che sosterremo come zapatisti/e) nella consultazione interna dell’Altra.
  11. Che, finita la consultazione, ogni unità organizzativa di lavoro renda noti pubblicamente, nella pagina di Enlacezapatista i risultati e dove. Così tutti/e insieme potremo fare il conto e sapremo che cosa ha deciso la maggioranza.
  12. Che, quando tutti/e sappiamo il risultato totale, informiamo tutti/e gli/le aderenti seguendo lo stesso percorso che si è usato per consultarvi.
  13. Che così L’Altra definisca già chiaramente le sue caratteristiche, la sua struttura organizzativa, la sua politica di alleanze, il posto di ognuno, chi ci sta o chi no, così come i compiti comuni, entro la fine di quest’anno.
  14. Che nel febbraio del 2007 si dia già inizio ad un’altra tappa dell’Altra, quella di continuare a portar avanti il Programma Nazionale di Lotta, con la partecipazione diretta dei/lle delegati della Commissione Sesta dell’EZLN, entrando in contatto diretto con i nostri popoli, così come i compiti generali che si decidano, come la lotta per la libertà e la giustizia per i/le prigionieri/e di Atenco, la libertà di tutti/e i/le prigionieri/e polític@ del popolo, la presentazione in vita dei/lle desaparecid@s e la cancellazione di tutti i mandati di cattura contro gli/le attivisti/e sociali.
  15. Che gli/le aderenti che sono d’accordo con questa proposta ce lo facciano sapere attraverso tutti i tipi di posta, attraverso le unità organizzative di lavoro dell’Altra in tutto il Messico, o attraverso tutti i mezzi che considererete convenienti.

Questa è la nostra proposta, compagne e compagni dell’Altra Campagna.

Per il Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno-Comando Generale dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale Commissione Sesta dell’EZLN

Comandante Grabiela (delegata uno)
Comandante Zebedeo (delegato due)
Comandante Miriam (delegata tre)
Comandante Gema (delegata quattro)
Comandante Hortensia (delegata cinque)
Comandante David (delegato sei)
Comandante Tacho (delegato sette)
Subcomandante I. Marcos (delegato zero)

Messico, settembre 2006

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