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Narco News Issue #41

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Il riconteggio parziale dei voti in Messico conferma l’esistenza di una massiccia e sistematica frode elettorale

Con meno del 9% dei distretti dove è stato eseguito il riconteggio dei voti, sono stati riscontrati più di 126.000 voti scomparsi o prefabbricati illegalmente


di Al Giordano
Parte V di una serie speciale per The Narco News Bulletin

14 agosto 2006

Finalmente stanno comparendo le cifre reali. Nel “riconteggio parziale” delle schede elettorali per le elezioni presidenziali in Messico del 2 luglio, ordinato dal Tribunale Supremo Elettorale (noto come Trife), il riconteggio è stato completato in 10.679 distretti degli 11.839 ordinati dalla corte (circa il 9% dei 130. 000 distretti del Messico). Da questi distretti, Narco News ha ottenuto i seguenti numeri preliminari che confermano la massiccia e sistematica frode elettorale inflitta al popolo messicano:

  • In 3.074 distretti (29% di quelli ricontati), 45.890 voti illegali – un numero più alto di quello dei votanti che hanno depositato le schede in ogni seggio – sono stati trovati all’interno delle scatole di raccolta dei voti (una media di 15 per ognuno di questi distretti, principalmente nelle roccaforti del Partito di Azione Nazionale – PAN - del Presidente Vicente Fox e del suo candidato Felipe Calderón).
  • In 4.368 distretti (che formano il 41% dei voti ricontati) 80.392schede elettorali di cittadini che hanno votato sono scomparse (una media di 18 voti in ognuno di questi distretti).
  • Insieme, questi 7.442 distretti comprendono circa il 70% delle schede elettorali ricontate. La quantità di schede, rubate o contraffatte, sommano a 126.282 voti alterati.
  • Se si proiettano a livello nazionale i risultati del riconteggio di questi 10.679 distretti (l’8,2% dei 130.000 seggi della nazione), significa che più di 1,5 milioni di voti sono stati rubati o manipolati in un’elezione il cui primo conteggio ufficiale ha dichiarato vincitore Calderón, con solo 243.000 voti.
  • Tra le scoperte di questo molto limitato riconteggio parziale si trova che in 3.079 distretti dove il partito del PAN è forte, e dove in molti casi il Partito della Rivoluzione Democratica (PRD) del candidato Andrés Manuel López Obrador non aveva ispettori per il conteggio notturno dei voti, è successo qualcosa. Oppure l’Istituto Federale Elettorale (IFE) ha distribuito illegalmente più schede elettorali rispetto al numero di elettori presenti in detti distretti elettorali; o il PAN ha rubato le schede elettorali di altri; o le schede elettorali sono state falsificate.

Taqueo y saqueo

Gli scrutini preliminari dimostrano principalmente due tipi di frode:

Il “taqueo”, cioè il riempire le urne di voti con schede false – come se si mettessero fagioli extra dentro un taco – ed il “saqueo”, cioè far sparire schede elettorali legittime.

Un problema significativo per la democrazia messicana (tanto per quelli che dicono che le elezioni sono state pulite, quanto per chi ritiene questa evidenza la prova di una frode elettorale) è che non c’è modo di dire, all’interno di ogni urna elettorale, quali sono le schede legali e quali no. Ugualmente, non è possibile sapere quali schede elettorali sono state rubate e quali no.

In alcune contese post-elettorali per incarichi statali e locali avvenute in passato, la corte elettorale del Trife ha optato, basandosi su questo tipo di evidenza, per l’annullamento dei risultati nei distretti in cui si erano verificati il riempimento delle urne o la sparizione delle schede.

Se il Trife segue la legge ed i suoi stessi precedenti ed annulla i risultati in questi 7.442 distretti dove è stata commessa frode, si invertirebbero i risultati ufficiali e López Obrador uscirebbe vincitore con più di 425.000 voti in tutto il paese.

Esattamente Calderón perderebbe 1.225.326 voti, mentre López Obrador ne perderebbe solamente 556.600, con una differenza di 668.726. Supponendo che le dichiarazioni dell’IFE – secondo le quali Calderón ha più di 243.000 voti di vantaggio – siano vere, anche così López Obrador vincerebbe le elezioni con questi 425.000 voti di vantaggio.

In altre parole, se la Corte Suprema Elettorale stabilisce che solo la metà dei distretti elettorali saranno annullati, López Obrador continuerebbe ad essere dichiarato il vincitore presidenziale. Per potere continuare ad imporre Calderón, a questo punto, si richiederebbe l’approvazione da parte della Corte dei risultati di almeno 4.000 distretti, i quali – come ha dimostrato il riconteggio – sono stati scenari di reati elettorali, furto di suffragi e manipolazione. Non annullando tali distretti, la corte riuscirà, in effetti, ad annullare la legittimità dello Stato Messicano, dando fuoco alla miccia di un conflitto sociale più grande di qualsiasi altra cosa che sia già successa, come conseguenza di queste elezioni fraudolente.

Il tempo corre

La corte del Trife ha come data limite il 31 agosto per i suoi calcoli ed il 6 settembre per dichiarare un vincitore presidenziale o annullare le elezioni. La corte ha un potere abbastanza ampio da annullare fino al 20% dei voti nei distretti, senza annullarne la totalità (l’annullamento implicherebbe che il Congresso scegliesse un presidente provvisorio e che convocasse le elezioni prima di due anni). Se il Trife annulla un 20% dei voti nei distretti, le elezioni dovrebbero essere totalmente annullate.

López Obrador ed i suoi sostenitori hanno chiesto un riconteggio in tutti i distretti “voto per voto, distretto per distretto”. E la verità è che i risultati dello scrutinio parziale suggeriscono fortemente che un riconteggio totale dimostrerebbe che loro hanno vinto le elezioni. Mentre la tensione aumenta e le date definitive si avvicinano, i sostenitori di López Obrador mantengono un accampamento lungo 12 miglia nel centro di Città del Messico; hanno chiuso simbolicamente gli edifici governativi; hanno realizzato manifestazioni con milioni di manifestanti; hanno organizzato accampamenti fuori degli uffici dell’IFE di tutto il paese e la settimana scorsa hanno iniziato “occupazioni” dei caselli sulle autostrade federali, permettendo agli autisti di passare senza pagare il pedaggio.

López Obrador ha già annunciato che se il Trife imporrà Calderón, “ci sarà resistenza civile” il 1 settembre nei corridoi del Congresso – quando il Presidente Vicente Fox dovrà fare il suo discorso annuale sullo Stato dell’Unione – ed il giorno dell’Indipendenza Nazionale del Messico, il 15 settembre, quando il Presidente, come tradizione, lancerà “il grido del dolore” dallo Zócalo di Città del Messico, coloro che si oppongono alla frode lo cacceranno col loro stesso grido.

Molti osservatori hanno visto nel rifiuto della Corte del Trife di eseguire un riconteggio totale, una dimostrazione della sua volontà di imporre Calderón come presidente a qualunque costo. Altri ritengono che lo stesso precedente della Corte di annullare distretti dove si sono verificate anomalie elettorali la mette nella posizione di dover annullare quei 7.442distretti (quasi il 6% del totale nazionale, ed annullare i risultati delle elezioni). Nello stesso tempo, recentemente uno dei giudici della Corte Suprema ha suggerito pubblicamente che se il Trife non può o non vuole dare certezza dei risultati, L’Alta Corte potrebbe intervenire. In altre parole, il 6 settembre non può essere l’ultima data utile del conflitto legale di queste elezioni inquinate.

Presenza di malizia


Foto: D.R. 2006 El Universal
Il riconteggio parziale ha rivelato molto di più della malizia dei funzionari dell’IFE. L’esistenza di schede elettorali maggiori degli elettori nelle roccaforti elettorali del PAN dimostra che l’IFE ha spedito illegalmente più schede elettorali di quelle permesse in questi distretti, o che, in qualche modo, il partito al potere le ha ottenute attraverso qualche altro mezzo illegale. Il riconteggio ha anche rivelato un numero massiccio di distretti dove i sigilli sulle urne erano stati rotti fin dal giorno delle elezioni, aprendo la possibilità che le schede possano essere state inserite o rimosse dopo il 2 luglio.

Il duopolio della televisione del Messico – Televisa e TV Azteca – si è rifiutato di riferire sulle irregolarità emerse dal riconteggio parziale. La stessa cosa succede sulla maggioranza, non tutti, dei media corporativi. I fatti invece hanno rotto il blocco mediatico attraverso Internet e l’organizzazione della gente, come l’informazione dettagliata del quotidiano La Jornada di Città del Messico, il quotidiano Por Esto! En Yucatan (due dei quattro giornali più grandi) ed altri tipi di media. Sommiamo a questa schizofrenia mediatica il fatto che quelli che sostengono Calderón, ed insistono che le elezioni sono state pulite, sono passivi e senza nessuna convinzione. Mentre i milioni che credono che si sia commessa una frode elettorale sono attivi, ed è evidente che nella misura in cui lo Stato Messicano ha perso legittimità, i media corporativi (soprattutto le televisioni) hanno perso credibilità e potere nel manipolare l’opinione pubblica.


Foto: D.R. 2006 Reforma
Questa mattina parte dell’accampamento di protesta nel centro di Città del Messico, lungo Calle Madero, è stato rimosso dai suoi membri, e migliaia, in massa si sono spostati alle entrate del Congresso Federale. La polizia antisommossa ha impedito che arrivassero alle porte. Ci sono stati alcuni tafferugli, come mostrano le foto che accompagnano questo servizio. Ma i manifestanti – che superavano di migliaia i poliziotti – erano pacifici, avendo ancora qualche speranza che il Tribunale Elettorale del Trife farà la cosa giusta ed annullerà la frode. Ciò nonostante, la pazienza è sottile come una lama, e mentre il tempo corre verso la decisione che il Trife deve prendere il 6 di settembre, la corte elettorale ed i suoi sette giudici hanno i fatti nelle loro mani: l’evidenza di una frode sistematica che ha cambiato i risultati e che il riconteggio parziale ha dimostrato.

I manifestanti anti-frode hanno tenuto una veglia pacifica nei paraggi del Congresso di Città del Messico per varie settimane, nella quale hanno partecipato diversi degli attuali senatori e membri del congresso. Alle 2:15 di questo pomeriggio membri della Polizia Federale Preventiva (PFP, la stessa che invase San Salvador Atenco a maggio) ha attaccato l’accampamento, come riferisce il rapporto de La Jornada. (Il rapporto indica che sei congressiste donne sono state aggredite e El Universal riferisce che sono 11 i legislatori feriti).

Quando le Forze di Polizia attaccano ed impediscono a senatori e membri del Congresso il loro ingresso negli uffici di governo, questo è un colpo di stato. È un invito alla rivoluzione sociale. I fatti recenti delle ultime settimane e mesi in Messico suggeriscono che Vicente Fox e le sue forze di attacco si sbagliano se credono che ci sono sufficienti poliziotti nel paese per fermare il cambiamento di storia che egli sta provocando dall’alto.


Foto: D.R. 2006 El Universal
Oggi sono due mesi, dal 14 giugno, da quando 15.000 cittadini di Oaxaca si sono scontrati con i poliziotti antisommossa e 3.000 di loro sono stati fermati nel centro storico della città, rivelando le “nuove matematiche” dei movimenti di protesta messicani. Da allora, hanno occupato la stazione televisiva statal e ed oltre 30 edifici della città. Inoltre, hanno bloccato le attività del governo statale per chiedere che il repressivo Governatore Ulises Ruiz Ortiz rinunci al suo incarico. Ma il loro numero è solo una frazione delle masse che a Città del Messico ed ovunque resistono alla frode elettorale. Ed aggiunto al conflitto post-elettorale, se ne sommano altri, più vicino a quello di Oaxaca, c’è il conto in sospeso dei 30 prigionieri politici arrestati il 3 e 4 maggio a San Salvador Atenco, l’atteso arrivo là dei comandanti indigeni dall’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) e la silenziosa organizzazione realizzata a Città del Messico e negli altri stati dal Subcomandante Marcos e da migliaia di organizzazioni ed aderenti all’Altra Campagna Zapatista che, fuori dai riflettori dei media e dello spettacolo elettorale, organizza una ribellione nazionale più ambiziosa di quella di salvare il voto di una sola elezione, ma, piuttosto, cercare di cambiare un sistema economico. Il Trife, se impone la frode, accelererà il calendario zapatista come forse la più grande conseguenza.

Se i 7 giudici elettorali credevano che eseguire un riconteggio parziale calmasse le passioni, i fatti scatenati da questo riconteggio parziale, al contrario, le hanno infiammate. Quello che i giudici faranno di questi fatti determinerà se le istituzioni correggeranno la frode, o se le istituzioni rischieranno, come a Oaxaca, di perdere il potere a causa di aver tentato di imporre un intollerabile crimine contro la società messicana e la democrazia. Quello che sette giudici decideranno nelle prossime tre settimane segnerà un punto decisivo nella storia del Messico…e di tutta l’America.

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